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Quanto conta l’idea di business per il successo di una nuova impresa?

Quanto conta l’idea di business per il successo di una nuova impresa?

Nel mondo delle Start Up, di chi sogna di fare impresa, di chi si vuole mettere in proprio, esiste chi pensa che la chiave del successo imprenditoriale stia nel trovare l’idea geniale. Alcuni cercano l’idea del secolo, l’idea che nessuno ha ancora avuto, quel lampo di genio in grado di catapultarci sulla vetta del successo.

Molte di queste persone passano anche anni alla ricerca del Santo Graal, alcune perché in fondo non vogliono realizzare nessuna idea ma semplicemente stanno cercando via di fuga ad altre situazioni oppure hanno davvero paura di provarci, altri invece credono davvero che la chiave sia solo e soltanto l’idea.

Altri startupper sono invece talmente gelosi della propria idea da non confrontarsi con nessuno oppure evitano di confrontarsi con qualcuno per paura che l’idea venga copiata. Da una parte anche comprensibilmente, ma dall’altra è proprio nel confronto col mercato che l’idea assumerà forza.

Infine alcuni addirittura pensano che solo per il fatto di avere avuto l’idea, tutto il resto gli è dovuto e schiere di imprenditori siano addirittura pronti a pagare ingenti somme di denaro per disporre della sola idea.

Certamente è vero che esistono idee talmente tecniche o particolari da poter essere brevettate. In tal caso effettivamente è possibile monetizzare la sola idea, a patto di brevettare l’idea, trovare chi industrializzi quel brevetto e riesca a generare fatturati importanti tali da riconoscere all’inventore delle royalties di un certo ammontare.

Se un uomo non intende correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.
(Ezra Pound)

Ma in tutti gli altri casi in cui l’idea non è tecnicamente brevettabile? O quando l’idea è una prima intuizione di un fenomeno? Oppure una prima ipotesi di un bisogno non ancora del tutto soddisfatto? Oppure una Visione di qualcosa che succederà o diventerà sempre più importante?

In questi casi quanto è importante l’idea? Quanto vale la “sola” idea? Cosa ne devo fare di quell’idea?

Personalmente penso che la “sola” idea sia ampiamente sopravvalutata, per una serie di motivi:

  • Il mondo delle imprese, dei professionisti e delle start up che presentano casi di successo a fronte di una idea di partenza che possiamo definire “banale”. Intendo che il successo non è derivato tanto dall’idea ma da tutto quanto è venuto dopo l’idea. Vedremo dopo cosa intendo;
  • L’idea, banale o geniale, è solo il punto di partenza di un processo ben più complesso e tortuoso che porterà alla realizzazione del progetto stesso. Dall’idea occorre passare alla creazione di un Modello di Business e poi di un Piano di Impresa o Business Plan che serve come primo test per capire se e a quali condizioni si può pensare di creare una azienda, una attività o una professione basata su quell’idea di partenza;
  • L’idea non è geniale se lo dice chi l’ha avuta, ma è il mercato che lo decreterà, il cliente in particolare. Sono tutti imprenditori geniali quelli che si fermano all’idea, semplicemente perché non hanno fatto gli imprenditori, non si sono confrontati con il mercato, non hanno sbagliato, non hanno perso soldi, non hanno creato team, non hanno parlato con i clienti, trovato partner e fornitori, e le mille altre cose necessarie a portare quell’idea al successo;

Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica.
(Thomas A. Edison)

Capito questo, cosa porta allora una idea alla sua trasformazione in un business di successo?

Occorre comprendere che il passaggio dall’idea al business di successo non è fatto di scorciatoie ma di sentieri spesso in salita, impervi e talvolta di vicoli ciechi.

Tuttavia è possibile tracciare una rotta, esattamente come col navigatore. Ed esattamente come col navigatore, se si sbaglia strada, se ci si trova in una strada interrotta, occorre avere l’umiltà di ricalcolare senza mai dimenticare la propria Visione, i propri obiettivi, il punto di arrivo.

Vediamo allora il percorso necessario per trasformare l’idea in un business di successo:

  • Passare dall’idea al Modello di Business – In questa prima fase occorre iniziare a chiedersi come si intende trasformare quell’idea in fatturato, con che tipologia di clienti, con che risorse, con elementi di differenziazione rispetto a quanto già esiste sul mercato, ecc. E’ una prima fase importante, che permette di fare una prima ipotesi di lavoro sicuramente poi da testare in tutti i modi possibili;
  • Definire Mission e Vision – Fatta la prima ipotesi del Modello di Business, c’è un altro passaggio fondamentale: capire il perché si sta iniziando il viaggio, cioè quali sono le motivazioni profonde per cui si vuole realizzare tale idea (Mission) e qual è la destinazione del progetto, la Vision dell’imprenditore o del suo team;
  • Passare dalla Visione imprenditoriale o dal Modello di Business ad un preciso Piano di Impresa – Il primo test è il Business Plan, solo se il Business Plan non è un insieme di numeri ma solo se il Business Plan viene fatto confrontandosi col mercato, raccogli dati concreti che non siano solo le ipotesi dell’aspirante imprenditore, solo se il Business Plan mostra dei numeri a fronte della spiegazione, seppure ipotizzata, di come arrivare a quei numeri. Ad esempio, mostro il fatturato se ho spiegato le ipotesi di quanti contatti o potenziali clienti sono necessari, di quali strategie e strumenti ho ipotizzato l’utilizzo, di che tassi di conversione ho misurato se possibile o ho ipotizzato, ecc.
  • Testare il Business Plan – Tutte le volte che ciò è possibile, è importante fare dei test direttamente sul mercato, con dei prototipi, delle edizioni limitate, delle landing page costruite col solo obiettivo di testare. In questa fase l’obiettivo è quello di perfezionare le ipotesi alla base del Business Plan, senza mettere a rischio l’intero progetto, senza fare investimenti folli, rischiando il meno possibile, mantenendo nei limiti del possibile la struttura leggera, “light”;
  • Correggere e aggiornare il Business Plan – Il processo di formulare ipotesi di lavoro e testarle il più possibile può continuare varie volte, ma non deve essere infinito. Tuttavia il Business Plan non deve essere un documento statico, ma dinamico, in cui integrare le nuove informazioni che via via si rendono disponibili;
  • Agire – In tutto il processo di definizione del progetto, ma soprattutto nella sua attuazione l’ingrediente alla base di tutto è agire in maniera massiccia e costante, agire senza paure, con la consapevolezza che si possono commettere errori, che in realtà sono semplicemente test falliti delle ipotesi iniziali. Occorre agire perché solo nell’azione testiamo quanto davvero teniamo a quel progetto, solo nell’azione ci confrontiamo col mercato, solo nell’azione possiamo migliorare progressivamente ma costantemente fino a quando giungeranno i primi risultati, ed allora avremo le prime conferme;
  • Imparare continuamente – Siamo in un’epoca veloce ed in continua trasformazione. Il fatto di aver creato qualcosa che funzioni, non significa che questa cosa nel corso dei mesi o anni successivi non richieda manutenzione, aggiustamenti, correzioni o addirittura ripartenze. Per questo motivo è fondamentale continuamente investire tempo e risorse in innovazione e formazione per poter migliorare continuamente quanto creato inizialmente;

Avere idee è facile; è la loro attuazione che è difficile.
(Jeff Bezos, Amazon)

Ed è allora, ai primi successi che arriverà il test più difficile. Proprio in quel momento infatti troverai la persona che vedendo i tuoi successi ti dirà la tipica frase di chi quel percorso non sa neanche che esiste. La frase è “tu si che sei fortunato!”.

Proprio in quel momento conterai fino a 10 per evitare di aggredire verbalmente chi ti sta formulando quella frase, sorriderai, mentalmente ripercorrerai tutta la fatica che ti ha portato ai primi successi e, semplicemente proseguirai per la tua strada perché allora sarai un’altra persona.

Tante idee, pochi realizzatori

Ma se fosse così facile, allora perché così poche idee vengono realizzate?

La realtà è che nel mercato dei potenziali imprenditori, degli aspiranti imprenditori, e in generale nel mondo delle partite iva, esiste un eccesso di idee ed una carenza di persone disposte a fare tutto il percorso per realizzare quelle idee, ci sono tanti dreamers e meno doers, tanti pronti a fare pitch e cercare i soldi e pochi disposti a lavorare di sabato e domenica per realizzare quanto progettato o promesso, pochi disposti a confrontarsi umilmente col mercato, molti in cerca delle scorciatoie e meno disposti ad apprendere e soprattutto ad applicare quanto appreso.

Il motivo per cui solo una piccola percentuale riesce a creare business di successo, per quanto è la mia esperienza, è racchiusa in questa visione, che non è pessimistica, ma è di consapevolezza che solo poche persone sono disposte ad accettare la fatica necessaria per scalare la montagna, molti altri semplicemente preferiscono guardarla da lontano.

Le scelte sono personali e le scelte personali non si discutono, ma quanto leggi storie di successo, incontri imprenditori che hanno realizzato business di successo, in condizioni talvolta incredibili, partendo da zero, o talvolta sotto zero, solo allora è possibile comprendere quanto oltre all’idea è servito tutto il resto.

Ed a questo punto è chiaro anche perché neanche i soldi possono risolvere tale problematica. Sicuramente i soldi possono facilitare tutto il processo ma non lo possono del tutto sostituire.

E la dimostrazione è che troviamo molte case history di StartUp ben finanziate che però hanno lasciato a metà il processo e non lo hanno portato fino in fondo. Personalmente ritengo che, lato investitore, sia corretto che la scelta del progetto da finanziare non sia basata solo sul progetto ma prima di tutto dalle caratteristiche della persona che lo presenta o dal suo team.

E quindi da dove partire per trasformare una idea in un business di successo?

Se hai compreso che l’idea è la materia prima, il punto di partenza, ora devi iniziare il tuo percorso, prima di tutto per pensare al tuo progetto di impresa, di attività, di start up, ed iniziare a confrontarti col mercato, raccogliere dati, parlare con i clienti, studiare i competitors e simili attività, tutte raccolte nel Business Plan, o Piano di Impresa.

Se stai cercando la via breve, la scorciatoia, allora temo di non poterti aiutare.

Se invece vuoi testare l’idea e testarti come imprenditore, allora puoi a questo punto approfondire o leggendo il mio ebook “Dall’idea imprenditoriale al Business Plan” oppure partecipando al mio corso “Business Dream to Business Plan

 

 

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